|
|
 |
Progetto Giovani
|
 |
| |
 |
|
 |
|
|
 |
-
- scarica
il volantino estate 2008
|
 |
|
|
|
|
|
|
Cos'è
Progetto
Giovani
|
|
Progetto
Giovani è un percorso educativo rivolto ad
adolescenti (dai 14 ai 18 anni).
L’obiettivo
principale del progetto, fondamento di tutta
l'esperienza, è la promozione di una educazione
integrale della persona in un momento cruciale della
vita, come è l’adolescenza.
La
particolarità del progetto è quella di essere pensata
da giovani per i giovani: la vacanza, infatti, viene
organizzata e pensata da un gruppo di responsabili di età
compresa tra i 20 e i 25 anni in stretta collaborazione
con un gruppo di animatori aventi la stessa età dei
partecipanti.
Due
sono i momenti più significativi del percorso: una
vacanza estiva e una invernale, realizzate
entrambe in strutture autogestite, durante le quali,
oltre a momenti di svago, divertimento e conoscenza
(attraverso i giochi e le attività proposte dagli
animatori) ci si confronta su un tema come, per
esempio, il rispetto dell’ambiente, la giustizia
sociale, la pace e la diversità.
Tutto
ciò si realizza attraverso il compimento di un viaggio
che consente di conoscere direttamente luoghi e persone
e garantisce una trattazione più ampia, variegata ed
approfondita delle tematiche via via affrontate.
 |
 |
 |
| con
Rita Borsellino |
tutti
insieme |
al
mare |
|
 |

|

|
|
relax
al mare |
attorno
al fuoco |
i
responsabili di PG |
torna
su |
|
un
po' di storia
|
- La
nascita del Progetto Giovani risale al 1983
quando don Raffaello Fiora (assistente delle
ACLI impegnato nella Formazione Professionale) e Natalino
Stringhini (resp. Uff Formazione ACLI)
incominciano a riflettere sulla caratterizzazione
delle ACLI come movimento educativo.
- Il
patrimonio culturale e di impegno sociale e politico,
di protagonismo e promozione umana che caratterizza la
storia aclista, se tradotto in un linguaggio e con
modalità comprensibili ai giovani, può rappresentare
il fulcro di un'esperienza educativa basata su
relazioni significative, passione per il sociale e
palestra di cittadinanza attiva.
-
- Verso
la fine degli anni ’80 nascono i PGT, Progetto
Giovani Territoriale.
- Dai
ragazzi che hanno partecipato alle vacanze è nata
l’esigenza di fare qualcosa anche durante il resto
dell’anno nella propria realtà, mantenendo una
finalità e uno spirito comune (anche a PG), ossia
essere un luogo di aggregazione e formazione
alternativo, coltivare il gusto del protagonismo,
l’auto organizzazione, il coinvolgimento per
l’azione e i
rapporti d’amicizia intensi.
-
- Nel
corso degli anni l’esperienza si è più volte
modificata in particolar modo nella struttura e nella
forma, fino ad essere caratterizzata attualmente dalla
modalità del viaggio alla scoperta di realtà
significative ed all'autogestione.
|
|
|
|
|
|
torna
su |
|
|
il
progetto educativo |
|
|
torna
su |
|
|
le
finalità
|
P.G. si propone di:
- Essere
luogo di incontro e confronto tra adolescenti
provenienti da diverse realtà e contesti;
- Promuovere
un’educazione integrale della persona, in un
momento cruciale della vita di ognuno, quale
l’adolescenza;
- Insegnare
a vivere in una comunità;
- Incentivare
la ricerca del senso delle proprie scelte;
- Incoraggiare
le persone al confronto e alla riflessione su temi
specifici;
- Far
vivere esperienze forti che aiutino a
rafforzare i rapporti sociali e la propria autostima;
- Offrire
la possibilità a ciascuno di essere protagonista
della buona riuscita delle attività contribuendo alla
nascita del senso
di responsabilità;
- Offrire
uno spazio di riflessione su diritti e bisogni
fondamentali delle persone sottolineando
l’importanza di valori quali la giustizia
sociale, la solidarietà, l’uguaglianza.
Durante le giornate viene affrontato, attraverso giochi
psicopedagogici, simulazioni, testimonianze, un tema (scelto ed articolato durante il corso dell’anno dai
responsabili della vacanza) che diventa il filo
conduttore di tutto il percorso.
|
|
|
|
|
|
torna
su |
|
|
l'equipe
|
|
Attualmente l’equipe che organizza Progetto Giovani è
composta da:
Tre responsabili di età
compresa tra i 20 e i 25 anni.
- Oltre
ad occuparsi di tutti gli aspetti pratico-organizzativi
della vacanza, svolgono una continua attività di
formazione nei confronti degli animatori, con i quali
peraltro condividono molte delle scelte organizzative
sostanziali.
- In
vacanza sono la garanzia del rispetto delle regole, di
una serena convivenza e di tutti gli aspetti
pratico-organizzativi attinenti allo svolgimento delle
attività. Inoltre, data la loro veste di educatori, i
responsabili sono chiamati a verificare di continuo le
dinamiche relazionali del gruppo, e a far sì che gli
equilibri formati tra le persone vengano mantenuti e
rinsaldati.
Cinque
animatori della stessa età dei partecipanti.
- Sono
ragazzi e ragazze, che hanno già partecipato almeno una
volta al progetto e che hanno accettato la proposta di
entrare nell’organizzazione. Nel corso dell’anno,
con il supporto dei responsabili, organizzano le attività,
i giochi, le discussioni da svolgere in vacanza. Durante
il progetto, oltre ad animare le serate e coordinare i
gruppi di discussione, hanno il compito di assicurare la
partecipazione attiva di tutti i ragazzi e di
trasmettere loro lo “spirito” della vacanza.
-
- E’
importante sottolineare che gli animatori sono coetanei
dei partecipanti; questo elemento è importantissimo per
l’efficacia comunicativa che permette di ottenere: creando
un confronto “alla pari”, diverso da una
comunicazione di tipo “gerarchico”, inefficace e
limitante.
-
- Tre educatori professionisti
- Hanno
circa 25 anni, e hanno alle spalle un grande bagaglio
di esperienza di studi e lavoro, e anche come ex
responsabili di PG. Sono dunque un riferimento
importantissimo per i responsabili, non solo dal punto
di vista della pianificazione della proposta
educativa, ma anche per alcuni aspetti organizzativi,
pur restando alle loro spalle e garantendo loro una
sostanziale autonomia.
|
|
|
|
|
|
torna
su |
|
|
il
viaggio
|
- L’
esperienza del viaggio, oltre ad essere per sua stessa
natura uno strumento ricco di stimoli e di
sollecitazioni forti, è da sempre vista dai pedagogisti
come un momento ideale per lavorare su alcune dimensioni
essenziali ad una proficua crescita dell’individuo.
-
- Il
viaggio è da sempre metafora di crescita, scoperta,
cammino, vita.
- Iniziare
un viaggio è iniziare un’avventura, e da
un’avventura c’è sempre qualcosa da imparare, bella
o brutta che sia.
- Viaggiando
si conosce l’ansia e l’attesa dell’arrivo, si
scopre la curiosità di conoscere e vivere i posti che
si sta per trovare.
- Si
impara a convivere in maniera differente, in stretto
collegamento con le necessità contingenti.
-
- Viaggiando
si incontrano luoghi persone, tradizioni, eventi, che se
presi con lo spirito giusto, non possono che arricchire.
- In
particolare la proposta è quella di un viaggio che,
oltre a far scoprire le bellezze dei luoghi visitati,
sia in grado di portare i ragazzi a una riflessione
personale sul senso dell’agire quotidiano e del
rapporto con gli altri.
-
- In
altre parole l’idea è quella di utilizzare l’avventura-viaggio
(un percorso a tappe), molto diffusa tra gli adolescenti
in maniera e contesti ben differenti, come strumento
pedagogico e renderla quindi un elemento formativo
capace di accompagnare gli adolescenti nella loro
crescita come individui.
|
|
|
|
|
|
torna
su |
|
|
i
riti di PG
|
- Nell’esperienza
del Progetto Giovani la dimensione rituale ha lo scopo
di rendere noti e di istituzionalizzare specifici
messaggi e obiettivi educativi attraverso il
compimento di azioni che coinvolgono la persona nella sua
totalità (corpo e mente).
-
Il
cerchio ------------------------------------------
- E'
un rituale giornaliero che scandisce i tempi di ogni
giornata. Esso rappresenta il momento comunitario
per eccellenza, nel quale il gruppo intero di
partecipanti al PG è chiamato a prendere parte.
-
- Può
essere utilizzato per dare comunicazioni al gruppo, per
discutere di qualcosa in particolare o per effettuare
giochi o attività collettive.
-
- Il
Cerchio determina, tra l’altro, l’inizio e la fine
delle attività proposte, ed è il primo e l’ultimo
momento al quale tutti sono tenuti a partecipare, ed
oltre ad essere un mezzo concreto, è anche un
simbolo che sta a significare l’importanza e la
necessità della partecipazione di tutti per la
buona riuscita della vacanza.
-
- Il
Canto di Riflessione -----------------------------
-
- E’ l’ultima
attività della giornata all’interno del cerchio
serale. È un breve momento di spiritualità nel
quale, chiunque lo desideri può comunicare una
propria riflessione, relativa alla vacanza o più in
generale a un argomento che gli sta a cuore,
attraverso una lettura, una poesia, un canto o un
testo scritto da lui. Il canto è seguito da un
momento di silenzio e raccoglimento.
-
- È un rito che
attraverso un’azione concreta (quella appunto di
andare al centro del cerchio, con la luce spenta e
una candela accesa, e comunicare a tutti un proprio
pensiero o stato d’animo) vuole rendere nota una
specifica finalità del Progetto Giovani e darne
valore e senso collettivi.
-
- Il canto di
riflessione oltre a dare la possibilità concreta
di riflettere su una questione che sta a cuore a uno
dei partecipanti, spinge i ragazzi e le ragazze
a comprendere come ognuno di loro, con le proprie
paure, riflessioni, idee, sensazioni, emozioni sia
una risorsa irrinunciabile e una ricchezza unica per
il gruppo e per l’esperienza stessa. È un rituale
che comunica al gruppo l’importanza della
partecipazione e della rielaborazione di ognuno,
perché istituzionalizza, rende nota e dà valore
alla parola di tutti, dando occasione ad essa di
essere ascoltata, in silenzio e con rispetto dal
gruppo intero.
-
- Inoltre il
canto di riflessione rappresenta un forte momento di
spiritualità, spiritualità che è volutamente
laica, cosicchè sappia unire tutti e non imponga
alcun tipo di “credo” a nessuno, spingendo i
partecipanti a rendersi autonomi e consapevoli nella
ricerca di una propria spiritualità individuale.
-
Il
saluto
--------------------------------------------
E’ il rito finale
notturno, il momento che sancisce la fine della
vacanza in cui si dà la possibilità ai partecipanti di esprimere
emozioni e sentimenti verso le persone conosciute
durante la vacanza, in
modo libero, attraverso l’uso della gestualità e della corporeità.
Il rito finale è
centrale per la positiva elaborazione
dell’esperienza educativa: sancendo la fine del cammino
percorso insieme, conduce i ragazzi all'ingresso nella
“vita reale” e permette loro di trovare un luogo e un
tempo nel quale poter esprimere i propri sentimenti e il
proprio affetto reciproco.
|
|
|
|
|
|
torna
su |
|
|
l'autogestione
|
L’autogestione costituisce una risorsa educativa fondamentale perché,
permettendo ai ragazzi e alle ragazze di sentirsi
co-responsabili della buona riuscita della vacanza, può
aumentare in loro il senso di responsabilità e
consapevolezza.
-
- Autogestione
da due punti di vista:
-
- Dal
punto di vista della convivenza.
Autogestione significa innanzi tutto saper far fronte ai
bisogni primari di tipo biologico e a quelli dettati dal
vivere insieme. In altre parole vuol dire
disporre il gruppo perché riesca a gestire in maniera
autonoma l’organizzazione dei pasti, la pulizia della
casa e le regole di convivenza. Ognuno deve sentire la responsabilità
della gestione della casa e deve comprendere
l’importanza di impostare regole di convivenza che non
calpestino i diritti e gli spazi privati di nessuno dei
partecipanti.
-
- Dal
punto di vista delle attività giornaliere.
Una gestione collettiva della vacanza può anche essere
realizzata inducendo i ragazzi a sentirsi i responsabili
e i principali attori delle attività che si svolgono
ogni giorno durante il viaggio. Sono due le strade da
intraprendere per arrivare a questo obiettivo: da una
parte far capire che nonostante ci siano delle
iniziative e dei giochi prestabiliti dagli animatori,
esistono momenti specifici nel quale i protagonisti sono
gli stessi partecipanti, dai quali ci si aspetta che
propongano nuovi giochi e attività al gruppo.
Dall’altra istituire delle specifiche attività
durante la giornata e assegnare il compito per il loro
svolgimento ogni giorno a un gruppo di lavoro diverso.
- I
partecipanti infatti, sono divisi in piccoli
gruppi di lavoro che ogni giorno hanno il compito di
svolgere mansioni differenti rispetto alla gestione
della casa e alla cura dei pasti. I sottogruppi
rimangono invariati per tutta la durata
dell’esperienza, in modo da favorire al loro interno
una più facile conoscenza interpersonale e una maggiore
coordinazione e organizzazione. Ogni gruppo di lavoro ha
inoltre un suo capogruppo, che non è un animatore e che
ha il compito di chiamare gli altri membri del gruppo al
lavoro. La ragione di questa scelta, ovvero di nominare
capigruppo esterni all’organizzazione della vacanza,
è da ricercare da un lato nella possibilità di
responsabilizzazione che un compito del genere può
portare ai partecipanti e dall’altro nel messaggio di
spinta alla partecipazione attiva alla vacanza che esso
ha.
|
|
|
|
|
|
torna
su |
|
|
le
testimonianze
|
- Proprio su di esse si è voluto investire nuove energie.
Nella prima fase di Progetto Giovani, in relazione al
tema trattato nella vacanza, veniva invitato un
relatore: qualcuno che di quel determinato argomento
potesse dare testimonianza diretta. Si è pensato che
la testimonianza, per avere valore e un forte impatto
sui ragazzi e le ragazze non potesse ridursi a un
semplice “racconto” che, in molti casi, era
risultato ai più noioso e, purtroppo, privo di
interesse. Si è ritenuto necessario un contatto
diretto con le realtà e le esperienze locali
riguardanti ciò di cui si discute e che si intende
conoscere ed approfondire.
|
|
|
|
|
|
torna
su |
|
|
temi
affrontati
|
| inverno
2008: |
droghe
e dipendenze |
| estate
2007: |
immigrazione |
| inverno
2007: |
carcere |
| estate
2006: |
diversità
(manicomi, campo di concentramento, confine) |
| inverno
2006: |
ambiente |
| estate
2005: |
mafie
e antimafia |
| inverno
2005: |
emarginazione
(anziani - senza fissa dimora - prostituzione) |
| estate
2004: |
stili
di vita sostenibili, consumo critico e
integrazione delle persone diversamente abili |
| estate
2003: |
resistenza
e nonviolenza: i due modi di affrontare la guerra. |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
torna
su |
|
|
cos'è
per me PG
|
|
…perché
solo a Pg puoi sentirti così fuori
dal mondo, da tanto sei immerso nella magia, e allo
stesso tempo così dentro
al mondo, tanto sei immerso e hai di che parlare su
un tema conduttore più che mai concreto e attuale.
...
di
Emanuele Lazzarini |

|
30
kb |
|
|
|
|
|
|
torna
su |
|
|
contattaci
|
|
ACLI sett. Politiche Giovanili
02 77
23 201
|
|
-
- Laura
Colombo
329
53 68 301
- Emanuele
Lazzarini
333 73 65 758
- Mattia
Saita
340 25 78 957
-
- lavacanza@gmail.com
- pg@aclimilano.com
-
- www.ilfurgodiprogetto.blogspot.com
-
- www.myspace.com/lavacanza
|
|
|
|
 | |
 |
| |
|
 |
|
 |