Il XXVI Congresso provinciale delle Acli milanesi approva la relazione del Presidente provinciale con gli arricchimenti emersi dal dibattito a partire dalle comunicazioni di Petracca e Lupatini ed impegna il Consiglio provinciale ad incentrare il programma di attività del quadriennio sui seguenti obiettivi:
Affermare concretamente il valore fondante della vita cristiana
- promuovere momenti personali ed associativi di preghiera e di ascolto, confronto ed approfondimento della parola di Dio, nella consapevolezza che è il Vangelo che fa nuove le ACLI motivando e orientando la ricerca, il dialogo e l’impegno degli aclisti;
- sviluppare le esperienze di diaconia laicale, per sostenere le iniziative di spiritualità ed il discernimento cristiano nella vita in famiglia, negli ambienti di lavoro ed all’interno del Movimento;
- collaborare con le comunità ecclesiali con le specifiche sensibilità e capacità di:
- leggere i bisogni sociali del territorio,
- promuovere sistematiche iniziative di formazione aperte a tutte le persone interessate,
- predisporre, direttamente ed in collaborazione con altre esperienze associative, la costruzione e presentazione di progetti in grado di rispondere ai maggiori bisogni del territorio, soprattutto per quanto riguarda il lavoro e l’effettiva fruizione dei diritti di cittadinanza;
- organizzare servizi sociali in risposta ai vecchi e nuovi bisogni materiali e spirituali delle persone e delle famiglie.
Vivere l’anno giubilare come tempo di grazia
- assumendolo come occasione straordinaria di preghiera, di verifica del nostro grado di coerenza, personale ed associativa, con la Parola di Dio, per :
- riconoscere i nostri limiti,
- riconciliarci con noi stessi e con Dio,
- sviluppare relazioni di fraternità con il prossimo,
- recuperare un positivo rapporto con la natura e l’ambiente.
- il condono, o meglio la cancellazione, perché pagato ormai più volte, del debito dei Paesi poveri verso i Paesi ricchi.
- liberare i Paesi poveri dal giogo al quale sono sottoposti dai Paesi ricchi attraverso l'ingiusto sistema economico neoliberista, che causa schiavitù, fame e morte di milioni di persone.
- accogliere come fratelli coloro che, a causa di questo "sistema di peccato" devono lasciare la loro terra per emigrare verso il nostro Paese.
- sviluppare relazioni di fraternità anche attraverso una maggiore sensibilità all'ecumenismo e al dialogo interreligioso, con il fine di una convivenza delle differenze.
- partecipare alle molteplici occasioni di preghiera che ci sono proposte, non come un dovere da assolvere, ma come cammino di conversione al Vangelo dei nostri comportamenti, delle nostre iniziative e delle nostre opere e come sperimentazione dell’ampiezza dei frutti che scaturiscono dal discernimento nelle nostre scelte associative alla luce della Parola di Dio;
- vincere le tentazioni al ripiegamento su interessi superficiali, aprendoci alle grandi prospettive della speranza e mettendoci in condizione di scegliere razionalmente di osare il futuro.
Qualificare la vita associativa
- impostandola come esperienza comunitaria di laicità cristiana che si esercita in impegni rivolti alla crescita solidale, civile e politica della società, a partire dalle comunità locali.
- responsabilizzare i Circoli e i Nuclei ad organizzarsi in modo coerente con il Patto associativo ed impegnarli a concorrere alla realizzazione dei punti qualificanti il programma del Movimento;
- valorizzare le Zone per:
- il coordinamento delle attività delle Strutture di base
- il raccordo delle attività promosse sul territorio di loro competenza dalle Associazioni specifiche, dai Servizi e dalle Imprese sociali,
- lo sviluppo della rete comunicativa tra le Strutture di base del Movimento,
- la concertazione con le Presidenze delle Strutture di base di attività di formazione, di aggregazione e di azione sociale, con attenzione a valorizzare le iniziative più significative avviate in qualche Circolo;
- interloquire con le istituzioni locali e con altre realtà ed entità territoriali.
Riprendere la peculiare identità educativa e formativa delle ACLI
- orientare gli incontri ed i percorsi formativi ad ogni livello allo sviluppo integrale della persona ed alla sua espressione in famiglia, sul lavoro e nelle comunità in cui gli aclisti risiedono o svolgono il loro impegno;
- organizzare scuole provinciali e percorsi formativi interzonali per dirigenti ed operatori permanenti e volontari, approfondendo le tematiche di maggior impegno del Movimento, a cominciare da quelle del lavoro;
- riprendere in modo sistematico la prassi degli incontri sociali mensili, da promuovere in almeno un Circolo di ogni Zona, sulla base di apposite schede predisposte dall’ufficio provinciale formazione;
- ricostruire una sensibilità verso la realtà giovanile, valorizzare l’esperienza del Progetto Giovani e cercare di svilupparlo in altre realtà terriotiali.
Sostanziare di comportamenti coerenti la scelta di osare il futuro
- rinnovare, qualificare e potenziare i gruppi dirigenti ad ogni livello quale condizione indispensabile per programmare iniziative che rispondano alle effettive esigenze del territorio, vincendo le tentazioni di limitarsi a seguire le mode o adagiarsi nella routine;
- impostare attività che abbiano ragionevoli possibilità di essere realizzate, superando in tal modo il divario tra il dire il fare;
- sviluppare la cultura della verifica e valutare puntualmente negli organi collegiali il grado di rispondenza dei risultati agli obiettivi;
- valorizzare le esperienze e le attività dei Circoli quali spunti ed esempi per altri;
Concorrere ad umanizzare l’economia
- respingere le tendenze al prevalere dell’economia sulla politica, perché comporta costi altissimi per le persone più deboli ed intacca le fondamenta della democrazia;
- sostenere il primato dell’uomo sul capitale con argomentazioni e comportamenti che riconoscano ed affrontino seriamente le esigenze di innovazione;
- evidenziare che è il lavoro intellettivo la risorsa più produttiva, che richiede però solide motivazioni e la libertà delle persone che lo esercitano;
- affermare con forza il principio della giustizia sociale;
- sostenere l’importanza e l’efficacia del metodo della concertazione e contrattazione tra le parti sociali;
- ascoltare e documentare anche attraverso inchieste e libri bianchi le ingiustizie e le violazioni dei diritti, con particolare attenzione alle lavoratrici.
Accrescere la consapevolezza sulle potenzialità positive e negative della globalizzazione - prendere coscienza che si tratta di:
- una realtà che non ci lascia possibilità di sfuggire; i progressi della scienza e delle nuove tecnologie hanno infatti ridotto fortemente le distanze e reso più facile il trasporto di persone e merci e, soprattutto, la comunicazione in tempo reale con ogni realtà della terra;
- una tendenza ambivalente, che sarebbe sbagliato approcciare in modo pregiudiziale; gli aspetti positivi sono costituiti dalla possibilità di conoscere meglio la realtà ; quelli negativi dalla costrizione a tenere il passo dei Paesi più sviluppati, con pesanti costi per le economie ed i soggetti più deboli;
- sviluppare ricerche e relazioni che consentano di innestarsi in essa e cercare di diventare noi stessi attori alfine di orientarla e governarla.
Contribuire alla costruzione della società civile
- dare impulso alla costituzione del Forum del Terzo Settore anche a livello provinciale;
- ampliare ed utilizzare attivamente gli spazi dell’associazionismo nel percorso di revisione degli statuti della Provincia di Milano e dei Comuni del nostro territorio, con particolare attenzione al riconoscimento della funzione pubblica, dell’associazionismo ed all’espressione delle sue potenzialità;
- individuare ed attivare forme di positiva collaborazione delle Acli con le imprese sociali da esse promosse e le associazioni specifiche con le Istituzione su progetti di promozione sociale e di politiche attive del lavoro;
- collaborare con “Libera” per la costruzione di percorsi civili legati all’educazione, alla legalità, alla lotta contro le mafie e la corruzione.
Partecipare attivamente alla costruzione dell’Europa
- dare un’anima popolare alla nuova Europa resistendo alle forti e diffuse sollecitazioni liberiste che intaccano le basi democratiche;
- sostenere il ruolo attivo del nostro Paese, approfondendo la scelta di entrare fin dall’inizio nell’esperienza dell’unione monetaria;
- puntare all’allargamento dell’Europa anche verso est e preparare questo grande obiettivo intensificando le esperienze di scambi culturali e di cooperazione tra i popoli.
Dare impulso al progetto Sviluppo Sociale
- portare avanti anche a Milano questo progetto come uno dei “vettori” dell’azione sociale e politica del Movimento e come priorità programmatica per ogni sua Struttura.
- inquadrare in una visione politica generale gli impegni che le ACLI milanesi sviluppano da anni sui temi, della salute, della scuola, della casa e dell’assistenza sociale, previdenziale e fiscale;
- far riferimento ai valori della responsabilità, del federalismo e della sussidiarietà;
- mettere in condizione gli Organi del Movimento ai diversi livelli di intervenire tempestivamente nel merito dei problemi che emergono dalle trasformazioni sociali e dalle scelte delle istituzioni;
- sostenere il welfare municipale consapevoli che i problemi si presentano con sfaccettature diverse in ogni realtà e quindi si affrontano meglio sul territorio, dove la vicinanza delle persone ai problemi consente una loro più puntuale conoscenza e rende più facile attivare la partecipazione dei cittadini e delle forze sociali;
- orientare l’impegno delle ACLI al duplice criterio di discernimento del “pensare globale ed agire locale”, per valorizzare le sensibilità, competenze ed esperienze presenti sul territorio sia nella formazione delle decisioni politiche, sia nella loro attuazione coerente.
- continuare ad impegnarsi per una evoluzione bipolare del nostro sistema politico e per la piena realizzazione di una compiuta democrazia dell'alternanza
Implementare il progetto Lavoro - sostenere il lavoro come una delle priorità dell’azione sociale delle Acli, in quanto l’inserimento lavorativo, anche se con forme e modalità che cambiano costantemente, resta la premessa fondamentale per esercitare i diritti di cittadinanza;
- considerare Il lavoro non solo come fonte del reddito necessario ad assicurare una vita dignitosa, ma anche come espressione delle potenzialità produttive e relazionali delle persone;
- sviluppare le attività di formazione, orientamento e accompagnamento nell’avviamento al lavoro, consapevoli che nel processo produttivo acquista sempre più valore l’apporto intellettivo rispetto a quello fisico;
- riconoscere la rilevanza dei protocolli di legalità quale premessa per le politiche attive del lavoro;
- riprendere l’impegno di formazione e sensibilizzazione dei lavoratori all’impegno sindacale, sui temi specifici della contrattazione delle condizioni di lavoro e dell’organizzazione dei lavoratori;
- sviluppare in modo sistematico le esperienze del Movimento Primo Lavoro orientando le sue attività alla partecipazione ai programmi operativi di Agil e di Emporio dei Lavori;
- seguire con atteggiamenti costruttivi il “Patto per il Lavoro” di Milano che, aldilà dei suoi limiti, apre nuove possibilità di occupazione alle fasce deboli.
Sostenere il progetto Pace e cooperazione tra i Popoli
- raccordare all’iniziativa del Movimento e proporre pure ai Circoli ed alle Zone vicine, anche quale occasione di avvicinare giovani alle ACLI, le iniziative che vedono impegnate molte strutture del Movimento nella promozione di incontri, con diverse comunità di immigrati, feste interetniche ed attività di volontariato finalizzate ad aiutare le popolazioni più colpite dalle guerre ed a sviluppare con loro rapporti di collaborazione continuativa;
- valorizzare le esperienze di promozione di una cultura della coesistenza e convivenza multiculturale ed interreligiosa;
- sviluppare interventi formativi sulle tematiche internazionali, promuovendo iniziative a livello provinciale e sul territorio con attenzione alle iniziative di riconversione dell’industria bellica, ai rapporti con i Paesi dell’est ed alle diverse aree d’intervento dell’Ipsia, anche in collaborazione TransFair;
- costruire una rete provinciale tra le diverse esperienze di commercio equo e solidale;
- qualificare l’impegno del Movimento per l’obiezione di coscienza ed il Servizio Civile, lavorando per progetti e valorizzando anche le risorse temporanee;
- far conoscere al Movimento le qualificate iniziative del Centro Ecumenico Europeo per la Pace;
- valorizzare la cooperazione internazionale decentrata quale nuovo strumento di azione sul territorio da parte dei Circoli.
Investire sulla famiglia impegnando il Movimento a:
- considerarla quale ambito di educazione continua all’autentico senso della vita, alla scoperta delle differenze di genere, di età e di condizioni fisiche e sociali ed alla loro valorizzazione nella quotidianità delle relazioni ed esperienze comunitarie di solidarietà;
- avere attenzione per i suoi molteplici e mutevoli bisogni ed assumerla quale riferimento naturale, di grande importanza per tutta la società nel sostenere una corretta ed efficace organizzazione delle politiche sociali e nella loro gestione sul territorio, promuovendo iniziative legislative ed amministrative a sostegno del nuclei famigliari;
- mettersi alla sua scuola per rinnovare le modalità della vita associativa del Movimento, perché le relazioni famigliari, fondate su legami affettivi e su rapporti di gratuità, aiutino le persone ad aprirsi all’impegno nei diversi ambiti comunitari e ad orientarsi nella complessità delle relazioni e nelle contraddizioni di ogni tipo che caratterizzano la nostra società.
Adeguare il modello organizzativo - qualificare il Consiglio provinciale nei suoi compiti di:
- definizione delle scelte politiche progettuali ed organizzative con cui attuare gli indirizzi congressuali, nonché gli obiettivi qualificanti dell’iniziativa dei Servizi e delle imprese sociali,
- elezione del Presidente e dei componenti gli organi direttivi provinciali del Movimento,
- designazione dei dirigenti dei servizi e delle imprese sociali in base a quanto previsto dai loro Statuti;
- verifica dei risultati raggiunti in modo da poter intervenire tempestivamente in caso di scostamenti dagli obiettivi del programma.
- Comporre la Presidenza provinciale con dirigenti in grado di assicurare:
- la coesione del gruppo dirigente essenziale per favorire un lavoro collegiale,
- un impegno che garantisca il governo delle funzioni e dei progetti che sono chiamati a gestire,
- attitudini e competenze necessarie ad assolvere alle responsabilità loro assegnate;
- supportare il lavoro del Consiglio e della Presidenza provinciali con la costituzione e riunione sistematica di:
- Commissioni consiliari inerenti le funzioni fondamentali degli Organi provinciali, sollecitando in particolare la partecipazione dei Presidenti di Zona: Organizzazione, Formazione, Risorse, rapporti con le istituzioni e le forze politiche;
- Gruppi di lavoro progettuali sugli obiettivi centrali del programma del Movimento, all’interno dei quali coinvolgere anche rappresentanti delle Associazioni specifiche, dei Servizi e delle Imprese sociali impegnate su queste tematiche: Lavoro, Sviluppo sociali, Pace e Cooperazione internazionale, politiche giovali;
- Osservatori di monitoraggio degli effetti delle trasformazioni produttive e sociali.
Sviluppare l’organizzazione:
- costituire sollecitamente gli Organi delle nuove Zone ed attivare adeguati sostegni al loro delicato lavoro di indirizzo, coordinamento e supporto alla programmazione e realizzazione delle attività dei Circoli e delle altre iniziative promosse dal movimento sul territorio della Zona;
- approfondire sistematicamente i problemi organizzativi che emergono dai vari comparti del Movimento all’interno dell’apposita Commissione provinciale;
- riunire ogni due mesi il coordinamento delle associazioni specifiche, dei servizi e delle imprese sociali;
- impegnare gli Organi provinciali e zonali nella costituzione delle nuove strutture di base e nello sviluppo dell’aggregazione, come indicato nei “piani di sviluppo” presentati alle Presidenze regionale e nazionale;
- individuare un responsabile di zona per le iniziative di “Libera”;
- avere una specifica cura per GA.
Costruire una rete comunicativa adeguata alle caratteristiche della nostra società
- sviluppare la rete informatica utilizzando le potenzialità di Internet , sia per le comunicazioni tra le strutture del Movimento ai diversi livelli, sia per promuovere l’immagine delle Acli e far conoscere le loro iniziative;
- rendere più puntuali le comunicazioni sulle prese di posizione del Movimento;
- affermare il Giornale dei Lavoratori come effettivo organo di stampa delle Acli, intensificando i rapporti con la rete di pubblicazioni periodiche delle comunità ecclesiali e dell’associazionismo;
- curare la sistematicità del periodico “Il portavoce”, soprattutto per documentare le strutture di zona e di base sui temi del loro impegno;
- promuovere giornalini interzonali.
Valorizzare le rilevanti potenzialità delle Organizzazioni specifiche
- riconoscere quali esperienze aventi diritto ad esprimere un loro rappresentante in Consiglio provinciale con facoltà di parola e di voto: Giovani delle ACLI, Coordinamento Donne, MAP ed ACLI Colf;
- raccordare le loro rilevanti potenzialità organizzative, progettuali e le loro iniziative, a tutti i livelli, con il programma del Movimento
Promuovere e sostenere la partecipazione attiva delle associazioni specifiche alla definizione e realizzazione dei programmi di attività del Movimento
- riconoscere come espressioni di esperienze delle Acli milanesi da coinvolgere negli Organi di Zona, nelle Commissioni, nei Gruppi di lavoro, nei Coordinamenti organizzativi e progettuali ed in Consiglio provinciale, un rappresentante dell’US ACLI, del CTA, di Anni Verdi, dell’Ipsia, della Cooperazione Aclista, della Lega Consumatori e dell’Enars Unasp, quale presupposto per:
- costruire una rete di rapporti tra le diverse strutture del Movimento;
- realizzare opportune forme di coordinamento delle attività,
- favorire la conoscenza delle iniziative innovatrici o comunque di particolare rilievo,
- attivare interscambi culturali e sinergie operative tra le varie esperienze;
- rafforzare il radicamento del Movimento sul territorio della città e della provincia,
- concorrere al rinnovamento dei gruppi dirigenti ai diversi livelli e alla qualificazione delle attività sociali ed alle risposte ai bisogni delle persone, delle famiglie e delle comunità locali;
Attuare gli obiettivi della Carta delle Imprese Sociali
- impegnare tutto il Movimento ad una sua sollecita attuazione per mettere in condizione le Acli di indirizzare, coordinare e verificare i risultati delle varie esperienze da esso promosse in molteplici ambiti di attività;
- adeguare le modalità di gestione delle imprese sociali alle nuove esigenze della società moderna, ai nuovi indirizzi delle Amministrazioni Locali ed ai crescenti bisogni dei cittadini, con particolare attenzione a:
- curare le designazioni dei rappresentanti provinciali e territoriali di comptenza degli Organi delle Acli, soprattutto per quanto riguarda i Servizi sociali;
- riflettere sulle indicazioni che emergono dalle risposte ai questionari predisposti dalla Presidenza Nazionale,
- impegnare le Imprese Sociali a verificare con gli Organi provinciali del Movimento i loro bilanci economici e sociali e ogni ipotesi di investimento di rilevante entità, organizzando a tal fine, d’intesa con il CCL, un servizio di valutazione degli investimenti delle Imprese Sociali che si raccordano con le Acli.
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