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cos'è Progetto Giovani
un pò di storia
IL PROGETTO EDUCATIVO
le finalità
l'equipe
il viaggio
i riti di PG
l'autogestione
le testimonianze
temi affrontati
cos'è per me PG
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Progetto Giovani  

 
 
   
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estate 2007
 
   

Cos'è Progetto Giovani

Progetto Giovani è un percorso educativo rivolto ad adolescenti (dai 14 ai 18 anni).

L’obiettivo principale del progetto, vale a dire la promozione di una educazione integrale della persona in un momento cruciale della vita di ciascuno, quale l’adolescenza, è il fondamento di tutta l’esperienza.

 

La particolarità del progetto è quella di essere pensata da giovani per i giovani:la vacanza, infatti, viene organizzata e pensata da un gruppo di responsabili di età compresa tra i 20 e i 24 anni in stretta collaborazione con un gruppo di animatori aventi la stessa età dei partecipanti.

Due rimangono i momenti forti del percorso: la vacanza estiva e quella invernale realizzate entrambe in strutture autogestite per favorire la responsabilizzazione per ciò che riguarda la cura della struttura e l’organizzazione delle giornate.

Durante la vacanza, oltre a momenti di svago, divertimento e conoscenza (attraverso i giochi e le attività proposte dagli animatori) ci si confronta su un tema come, per esempio, il rispetto dell’ambiente, la giustizia sociale, la pace e la diversità.

 

Tutto ciò si realizza attraverso il compimento di un viaggio che consente di conoscere direttamente luoghi e persone e garantisce una trattazione più ampia, variegata ed approfondita delle tematiche via via affrontate.

    

con Rita Borsellino autogestione un momento di gioco

relax al mare

travestimenti

i responsabili di PG

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un po' di storia

La nascita del Progetto Giovani risale al 1983 quando don Raffaello Fiora (assistente delle ACLI impegnato nella Formazione Professionale) e Natalino Stringhini (resp. Uff Formazione ACLI) incominciano a riflettere sulla caratterizzazione delle ACLI come movimento educativo.
Il patrimonio culturale e di impegno sociale e politico, di protagonismo e promozione umana che caratterizza la storia aclista, se tradotto in un linguaggio e con modalità comprensibili ai giovani, può rappresentare il fulcro di un'esperienza educativa basata su relazioni significative, passione per il sociale e palestra di cittadinanza attiva.
 
Verso la fine degli anni ’80 nascono i PGT, Progetto Giovani Territoriale. 
Dai ragazzi che hanno partecipato alle vacanze è nata l’esigenza di fare qualcosa anche durante il resto dell’anno nella propria realtà, mantenendo una finalità e uno spirito comune (anche a PG), ossia essere un luogo di aggregazione e formazione alternativo, coltivare il gusto del protagonismo, l’auto organizzazione, il coinvolgimento per l’azione e i rapporti d’amicizia intensi.
 
Nel corso degli anni l’esperienza si è più volte modificata in particolar modo nella struttura e nella forma, fino ad essere caratterizzata attualmente dalla modalità del viaggio alla scoperta di realtà significative ed all'autogestione.
 

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  il progetto educativo

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le finalità

Finalità generali di P.G. sono:
-   Essere luogo di incontro e confronto tra adolescenti provenienti da diverse realtà e contesti;
-   Promuovere un’educazione integrale della persona, in un momento cruciale della vita di ognuno, quale l’adolescenza;
-   Imparare a vivere in una comunità;
-   Ricercare il senso delle proprie scelte;
-   Incoraggiare le persone al confronto e alla riflessione su temi specifici;
-   Vivere esperienze forti che aiutino a rafforzare i rapporti sociali e la propria autostima;
-   Offrire la possibilità a ciascuno di essere protagonista della buona riuscita delle attività contribuendo alla nascita del senso di responsabilità;
-   Offrire uno spazio di riflessione su diritti e bisogni fondamentali delle persone sottolineando l’importanza di valori quali la giustizia sociale, la solidarietà, l’uguaglianza.
Durante le giornate viene affrontato, attraverso giochi psicopedagogici, simulazioni, testimonianze, un tema scelto ed articolato durante il corso dell’anno dai responsabili della vacanza. Il tema è il filo conduttore di tutto il percorso; negli ultimi anni sono stati affrontati diversi temi: la legalità, la guerra, la comunicazione, la creatività, le droghe leggere, l’interculturalità, il rapporto con il diverso.
Il soggiorno è in autogestione: questo permette ai ragazzi di rendersi responsabili per quanto riguarda la cura della struttura e l’organizzazione dei pasti. Le regole della convivenza sono decise dagli stessi ragazzi; naturalmente vengono posti dei limiti dettati dal rispetto reciproco e dalla necessità di consentire lo sviluppo della vacanza.
 

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l'equipe

Attualmente l’equipe che organizza Progetto Giovani è composta da:
   
   
Quattro responsabili di età compresa tra i 20 e i 25 anni -----
   
Oltre ad occuparsi degli aspetti pratico-organizzativi della vacanza affiancano e indirizzano gli animatori nella scelta del tema e nell’organizzazione delle attività.
Per favorire la collaborazione tra i partecipanti, i responsabili cercano di intervenire il meno possibile nelle decisioni prese, limitandosi a svolgere principalmente una funzione di accompagnamento e di frequente verifica riguardo al senso e al valore di quello che succede e di ciò che viene fatto.
   
   
Cinque animatori della stessa età dei partecipanti -----------
   
Sono ragazzi e ragazze che hanno già partecipato almeno una volta al progetto e che hanno accettato la proposta di entrare nell’organizzazione. Nel corso dell’anno, con il supporto dei responsabili, organizzano le attività, i giochi, le discussioni da svolgere in vacanza. Durante il progetto, oltre ad animare le serate e coordinare i gruppi di discussione, hanno il compito di assicurare la partecipazione attiva di tutti i ragazzi e di trasmettere loro lo “spirito” della vacanza.
 

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il viaggio

L’esperienza del viaggio, oltre ad essere per sua stessa natura uno strumento ricco di stimoli e di sollecitazioni forti, è da sempre vista dai pedagogisti come un momento ideale per lavorare su alcune dimensioni essenziali ad una proficua crescita dell’individuo. 
Il viaggio è da sempre metafora di crescita, scoperta, cammino, vita.
Iniziare un viaggio è un po’ come iniziare un’avventura, e da un’avventura c’è sempre qualcosa da imparare, buona o brutta che sia. Viaggiando si conosce l’ansia e l’attesa dell’arrivo, si scopre la curiosità di conoscere e vivere i posti che si sta per trovare.
Si impara a convivere in maniera differente, in stretto collegamento con le necessità contingenti.
Viaggiando si incontrano luoghi persone, tradizioni, eventi, che se presi con lo spirito giusto, non possono che arricchirti.
In particolare la proposta è stata quella di un viaggio che, oltre a far scoprire le bellezze dei luoghi visitati, fosse in grado di portare i ragazzi a una riflessione personale sul senso dell’agire quotidiano e del rapporto con gli altri.
In altre parole l’idea è quella di utilizzare l’avventura-viaggio (un percorso a tappe), molto diffusa tra gli adolescenti in maniera e contesti ben differenti, come strumento pedagogico e renderla quindi un elemento formativo capace di accompagnare gli adolescenti nella loro crescita come individui.
 

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i riti di PG

Nell’esperienza del Progetto Giovani la dimensione rituale ha lo scopo di rendere noti e di istituzionalizzare specifici messaggi e obiettivi educativi attraverso il compimento azioni che coinvolgono la persona nella sua totalità (corpo e mente).
  
Il cerchio ------------------------------------------
  
E’ un simbolo, un rituale giornaliero che scandisce i tempi di ogni giornata. Esso rappresenta il momento comunitario per eccellenza, nel quale il gruppo intero di partecipanti al P.G. è chiamato a prendere parte.
Durante la giornata sono diversi i momenti nei quali il Cerchio “viene chiamato”. Alcuni di questi sono “fissi”, perché introducono momenti comunitari o attività che si ripetono regolarmente ogni giorno. Altri sono indeterminati e dipendono dalla programmazione specifica della vacanza o dai problemi che possono sorgere di giorno in giorno e che richiedono una discussione collettiva.
Il Cerchio determina l’inizio e la fine delle attività proposte ed è il primo e l’ultimo momento al quale tutti sono tenuti a partecipare.
Può essere utilizzato dai responsabili per dare comunicazioni al gruppo, per discutere di qualcosa in particolare o per effettuare giochi o attività collettive.
I principali cerchi giornalieri sono due: quello all’inizio della giornata dopo la colazione e quello alla fine, dopo la serata. Il Cerchio iniziale è il primo momento reale comunitario della giornata nel quale i responsabili comunicano al gruppo le attività che si andranno a fare. Il Cerchio serale è l’ultimo momento comunitario e rappresenta per lo più uno spazio di gioco e svago ed è gestito dagli animatori della vacanza.
Il Cerchio comincia sempre con un canto, che ha lo scopo di dare la carica al gruppo e di farlo sentire più coeso. Di solito, durante ogni vacanza, le canzoni che vengono cantate durante il cerchio tendono a ripetersi, forse per quella stessa esigenza ritmica e sociale che impone al rito di esistere.
Il Cerchio oltre ad essere un mezzo concreto, è anche un simbolo che sta a significare l’importanza e la necessità della partecipazione di tutti per la buona riuscita della vacanza.
 
   
Il Canto di Riflessione -----------------------------
  
E’ l’ultima attività della giornata all’interno del cerchio serale. È un breve momento di spiritualità nel quale, chiunque lo desideri può comunicare una propria riflessione, relativa alla vacanza o più in generale a un argomento che gli sta a cuore, attraverso una lettura, una poesia, un canto o un testo scritto da lui. Il canto è seguito da un momento di silenzio e raccoglimento.
È un rito che attraverso un’azione concreta (quella appunto di andare al centro del cerchio, con la luce spenta e una candela accesa, e comunicare a tutti un proprio pensiero o stato d’animo) vuole rendere nota una specifica finalità del Progetto Giovani e darne valore e senso collettivi.
Il canto di riflessione oltre a dare la possibilità concreta di riflettere su una questione che sta a cuore a uno dei partecipanti, spinge i ragazzi e le ragazze a comprendere come ognuno di loro, con le proprie paure, riflessioni, idee, sensazioni, emozioni sia una risorsa irrinunciabile e una ricchezza unica per il gruppo e per l’esperienza stessa. È un rituale che comunica al gruppo l’importanza della partecipazione e della rielaborazione di ognuno, perché istituzionalizza, rende nota e dà valore alla parola di tutti, dando occasione ad essa di essere ascoltata, in silenzio e con rispetto dal gruppo intero.
Inoltre il canto di riflessione rappresenta all’interno dell’esperienza del P.G. il principale momento di spiritualità al quale tutti sono obbligati a partecipare. Si tratta di una spiritualità volutamente laica, che sappia unire tutti e che non imponga alcun tipo di “credo” a nessuno, spingendo i partecipanti a rendersi autonomi e consapevoli nella ricerca di una propria spiritualità individuale.
   
   
Il saluto --------------------------------------------
  
E’ il rito finale notturno, il momento che sancisce la fine della vacanza in cui si dà la possibilità ai partecipanti di esprimere le proprie emozioni verso le persone conosciute durante l’esperienza attraverso gesti, carezze, sguardi e abbracci, cercando di evitare il più possibile l’uso della parola. È il momento emotivamente più forte, denso di significato e partecipazione. È la parte della vacanza che rimane più impressa nei partecipanti anche a distanza di anni, ed è impossibile spiegare a parole a chi non vi ha mai preso parte in cosa consista realmente senza rischiare di appiattire il momento rendendolo banale e superficiale.
Il rito finale è centrale per la positiva elaborazione di un’esperienza educativa. Il non saper finire, la difficoltà nel concludere e nel delineare una soglia conclusiva del percorso formativo può rendere l’esperienza educativa stessa totalizzante e colonizzante.
Per questo è importante saper creare un rituale che sancisca la fine, che sappia condurre i partecipanti all’ingresso nella “vita reale” e che permetta loro di trovare un luogo e un tempo nel quale esprimere i propri sentimenti e il proprio affetto reciproco. Il Saluto di Progetto Giovani contiene tutte queste dimensioni, le esplicita attraverso un gesto rituale.
In particolare, oltre a segnare la conclusione formale dell’esperienza, permette a tutti i partecipanti di trovare un spazio garantito e protetto nel quale esprimere i propri sentimenti liberamente attraverso l’uso della gestualità e della corporeità.
Il rituale ha luogo l’ultima notte. La notte e il buio (la luce proviene solamente da candele posizionate al centro della stanza) consentono ai partecipanti di salutarsi liberamente, abbandonando, almeno un po’, il pudore che caratterizza la vita di tutti i giorni e che impedirebbe loro di liberare le proprie emozioni.
Il silenzio delle voci (solo una leggera musica di sottofondo accompagna questo momento) è fondamentale durante questo ultimo rituale perché dona ad esso il carattere di sacralità che ne fa il momento centrale dell’esperienza educativa.

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l'autogestione

L’autogestione può essere una risorsa educativa determinante perché, permettendo ai ragazzi e alle ragazze di sentirsi co-responsabili della buona riuscita della vacanza, può aumentare in loro il senso di responsabilità e consapevolezza.
  
Autogestione da due punti di vista:
  
Dal punto di vista pratico. Autogestione significa innanzi tutto saper far fronte ai bisogni primari di tipo biologico e a quelli dettati dalla convivenza. In altre parole vuol dire disporre il gruppo perché riesca a gestire in maniera autonoma l’organizzazione dei pasti, la pulizia della casa e le regole di convivenza. Ognuno deve sentire la responsabilità della gestione della casa e deve comprendere l’importanza di impostare regole di convivenza che non calpestino i diritti e gli spazi privati di nessuno dei partecipanti.
  
Dal punto di vista delle attività. Una gestione collettiva della vacanza può essere vista anche dal punto di vista delle attività da fare di giorno in giorno. Credo sia importante indurre gli adolescenti a sentirsi i responsabili e i principali attori delle cose che si fanno durante il viaggio. Sono due le strade da intraprendere per arrivare a questo obiettivo: da una parte far capire che nonostante ci siano delle attività e dei giochi prestabiliti dagli educatori, esistono momenti specifici all’interno dello stage nel quale i protagonisti sono gli stessi partecipanti, dai quali ci si aspetta che propongano nuovi giochi e attività al gruppo. Dall’altra istituire delle specifiche attività durante la giornata e assegnare il compito per lo svolgimento ogni giorno a un gruppo diverso di persone.
  
All’interno di P.G. esistono due specifiche modalità educative per condurre i partecipanti all’autogestione, sia pratica che relativa alle attività:
   
   
I gruppi di lavoro ---------------------------------
   
Rappresentano il simbolo dell’autogestione all’interno dello stage educativo del Progetto Giovani. I partecipanti sono divisi in piccoli gruppi che ogni giorno hanno il compito di svolgere mansioni differenti rispetto alla gestione della casa e alla cura dei pasti. I sottogruppi rimangono invariati per tutta la durata dell’esperienza, in modo da favorire al loro interno una più facile conoscenza interpersonale e una maggiore coordinazione e organizzazione.
I gruppi hanno, di giorno in giorno, mansioni diverse da svolgere. Il programma giornaliero dei compiti è scritto su un cartellone affisso alla parete di uno degli spazi comunitari. Ogni gruppo di lavoro ha un suo capogruppo, che non è un animatore e che ha il compito di chiamare gli altri membri del gruppo al lavoro. La ragione di questa scelta, ovvero di nominare capigruppo esterni all’organizzazione della vacanza, è da ricercare da un lato nella possibilità di responsabilizzazione che un compito del genere può portare ai partecipanti e dall’altro nel messaggio di spinta alla partecipazione attiva alla vacanza che esso ha.
Le mansioni specifiche dei gruppi di lavoro sono di solito: pulizia della casa, apparecchio e sparecchio della tavola durante i pasti, lavaggio dei piatti e preparazione dalla colazione. Fatta eccezione per questa ultima, tutti gli altri pasti sono preparati da un cuoco o una cuoca (che di solito è un ragazzo o una ragazza che, se non è impegnato/a a lavorare, partecipa alle attività). La presenza di qualcuno esperto di cucina al quale affidare la preparazione dei pasti facilita lo svolgimento delle varie attività senza troppi intralci o ritardi e permette a tutti i partecipanti allo stage di partecipare a tutte le attività fino in fondo, senza dover interromperle per dover andare in cucina.
   
    
La rassegna stampa ----------------------------------
 
Durante il cerchio serale alcuni ragazzi espongono un riassunto delle notizie che hanno raccolto dai diversi quotidiani che giornalmente vengono acquistati.
È un’attività che accompagna tutte le giornate in vacanza ed è affidata quotidianamente a persone differenti. Di solito avviene durante il cerchio serale ed è un momento importante della giornata, perché rappresenta un contatto efficace con il “mondo esterno”, portando all’interno dell’esperienza i fatti e gli avvenimenti che riportano i giornali. Può divenire un momento molto serio, ma anche scherzoso o essere reso sottoforma di gioco.
La rassegna stampa rappresenta un momento importante nel Progetto Giovani anche perché è uno di quegli “spazi” aperti a tutti, che chiunque può essere chiamato a gestire a suo piacimento e secondo il suo stile e la sua creatività. L’obiettivo della rassegna stampa, dunque, oltre a essere di ordine pratico (portare all’interno del progetto i fatti che avvengono nel “mondo esterno”) è anche di ordine motivazionale: deve spingere i partecipanti a comprendere la centralità della loro partecipazione attiva per permettere una buona riuscita del progetto.
 

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le testimonianze

Proprio su di esse si è voluto investire nuove energie. Nella prima fase di Progetto Giovani, in relazione al tema trattato nella vacanza, veniva invitato un relatore: qualcuno che di quel determinato argomento potesse dare testimonianza diretta. Si è pensato che la testimonianza, per avere valore e un forte impatto sui ragazzi e le ragazze non potesse ridursi a un semplice “racconto” che, in molti casi, era risultato ai più noioso e, purtroppo, privo di interesse. Si è ritenuto necessario un contatto diretto con le realtà e le esperienze locali riguardanti ciò di cui si discute e che si intende conoscere ed approfondire.

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temi affrontati

inverno 2007: carcere
estate 2006: diversità (manicomi, campo di concentramento, confine)
inverno 2006: ambiente
estate 2005: mafie e antimafia
inverno 2005 emarginazione (anziani - senza fissa dimora - prostituzione)
estate 2004: stili di vita sostenibili, consumo critico e integrazione delle persone diversamente abili
estate 2003: resistenza e nonviolenza: i due modi di affrontare la guerra.

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cos'è per me PG

…perché solo a Pg puoi sentirti così fuori dal mondo, da tanto sei immerso nella magia, e allo stesso tempo così dentro al mondo, tanto sei immerso e hai di che parlare su un tema conduttore più che mai concreto e attuale. ...

di Emanuele Lazzarini

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