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GLi Ordini del giorno

   

pace in Medio Oriente

 

La Conferenza Organizzativa e Programmatica delle Acli di Milano, di fronte all'inaudita violenza degli accadimenti in Medio Oriente condanna inequivocabilmente
- il terrorismo che colpisce persone inermi e impedisce ogni passo avanti sulla via del dialogo
- le condizioni di ingiustizia e di umiliazioni imposte al popolo palestinese, le rappresaglie e ritorsioni nonchè l'utilizzo assolutamente sproporzionato della forza militare

Riconosce che:
- senza un deciso intervento dei responsabili della politica internazionale sarà molto difficile spezzare la catena della morte

Ritiene basiliari i principi fondamentali
- non c'è pace senza giustizia
- due popoli e due stati

Si impegna (e si fa promotrice di una pari richiesta di impegno nei confronti degli organi nazionali) nella promozione, anche in collaborazione con altre forze civili, di iniziative, come la Marcia Perugia-Assisi del 12 maggio per:
- manifestare pubblicamente e pacificamente questa condanna
- testimoniare solidarietà a tutte le vittime della violenza
- invitare ad occasioni di preghiera, in particolare di preghiera interreligiosa

Ed in particolare rivolge un pressante appello all'Europa e alle Nazioni Unite:
- perchè intervengano subito in difesa dei più indifesi, della giustizia e della legalità internazionale.
- perchè inviino una forza di interposizione capace di promuovere il cessate il fuoco e di assicurare la protezione delle popolazioni civili.
- perchè assumano tutte le misure di pressione e sanzione diplomatica ed economica necessarie per bloccare l'escalation e riprendere la via del negoziato per la costruzione di una pace giusta e duratura

 

Proposta di integrazione europea dei Balcani

Nell'aprile del 1992 è iniziato l'assedio di Sarajevo. E da allora sono seguiti 10 anni di guerre nei Balcani. Le Acli di Milano, celebrano la loro Conferenza Organizzativa e programmatica

ricordando

- la drammaticità di questo evento che ha riportato inaspettatamente la guerra all'interno dell'Europa

riconoscendo

- la grande occasione di crescita umana, sociale, associativa e politica che l'incontro con questi popoli ha portato ai singoli volontari che negli anni hanno frequentato questi luoghi, al pacifismo italiano e alle Acli stesse.

Guardano con attenzione e preoccupazione al fatto che nell'area dei Balcani la pace è ancora precaria e ritenengono:

- che la storia europea è legata alla storia dei Balcani
- che non c'è Europa senza la presenza di questi paesi
- che l'Europa trae la propria ricchezza dall'essere fatta di diversità
- che l'Uninione Europea vuole essere un'unione di minoranze
- che, come ha ricordato a Sarajevo il Presidente Prodi " L'integrazione nell'Unione della Bosnia Erzegovina, e della sua comunità bosniaco-musulmana, sarebbe un fattore di arricchimento culturale per l'Unione stessa, che a torto alcuni considerano una società esclusivamente cristiana"
- che il progetto europeo è un obiettivo strategico perchè sostenuto da tutti i gruppi etnici e da tutte le componenti politiche.
- che l'unica soluzione per una stabilità risiede nell'integrazione dei paesi dell'Europa sud-orientale nell'Unione Europa

Pertanto chiedono alle Acli Regionali, Nazionali e Internazionali di fare pressione, in tutte le occasioni possibili, sull'Unione Europea e sui singoli Stati dell'Unione per:

- una strategia per l'integrazione europea che sia di carattere regionale per evitare di incentivare e sostenere i nazionalismi e le divisioni.
- condizioni per l'integrazione europea che puntino l'attenzione sui diritti umani e sul rispetto delle minoranze e non solo su parametri economici e di sviluppo.

Impegnano inoltre la Presidenza Provinciale e le Strutture di Base:

- a favorire e mantenere vivi e vitali i rapporti di scambio, incontri e condivisione iniziati e sviluppati in questi anni
- a continuare a promuovere per tutti i cittadini, e in particolare per i giovani, occasione di incontro con la realtà, i luoghi, la cultura e le persone di questa parte di Europa
a farsi promotori presso le amministazioni locali dell'appello "L'Europa dal Basso, L'Europa oltre i confini" già sottoscritto da numerose firme tra cui il 6 aprile scorso anche dal sindaco di Sarajevo e dal sindaco di Venezia di fronte al presidente Prodi e a più di 300 delegati da tutti i paesi dei Balcani.