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IL
'SISTEMA' ACLI DELLA PROVINCIA DI
MILANO
NEL BIENNIO 2000-2002
PERCORSO, STATO E SVILUPPI
ORGANIZZATIVI |
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di Paolo Petracca
Una doverosa premessa a questa relazione
riguarda il percorso che ci ha portato a questa
Conferenza Organizzativa e Programmatica. Nel
mese di settembre il Consiglio provinciale
residenziale ha coinvolto nei propri lavori il
Presidente nazionale per tentare di comprendere
quali fossero la posta in gioco e i passi che ci
avrebbero portato alla celebrazione della COP.
Abbiamo così saputo in anteprima che questo
appuntamento si sarebbe giocato sul tema dei
giovani. La questione è per le ACLI milanesi,
come per il movimento tutto, di grande
rilevanza. La nostra esperienza di lavoro
quotidiano sul territorio ci ha tuttavia
portato, da un lato, a suggerire nelle sedi
opportune, ai livelli nazionale e regionale, di
non esaurire nel tema dei giovani e del dialogo
intergenerazionale l'intero momento di verifica
di metà mandato; dall'altro, a scegliere un
'rito ambrosiano' che tenesse in massima
considerazione l'apertura di una nuova
attenzione - soprattutto formativa - promossa
dalle ACLI nazionali in materia di aggregazione
giovanile ma che prevedesse, altresì, la
celebrazione di una COP pienamente aderente a
quanto stabilito dal nostro Statuto e alla
tradizione organizzativa delle ACLI milanesi.
Questa scelta ha comportato alcuni problemi. I
tempi dettati dal nazionale, nonostante il
grosso sforzo profuso dagli organi provinciali,
mal si sono conciliati con la possibilità di
verificare le prospettive e 'lo stato di salute'
del movimento su tutti i nostri territori.
Dovendo fare di necessità virtù, abbiamo così
stabilito di far diventare la nostra COP solo
uno dei primi passi di un percorso che ci
porterà 'a spezzare il pane' degli indirizzi
che matureranno in questi due giorni con le zone
e, nuovamente, con le imprese sociali e le
associazioni specifiche nel mese di maggio. Nel
mese di giugno faremo poi degli ulteriori
passaggi che speriamo ci consentano di iniziare
il prossimo anno sociale con una chiara e
condivisa visione delle priorità che il nostro
movimento dovrà affrontare nei due anni che ci
separano dalla scadenza congressuale.
Il "Sistema ACLI"
Quando si parla di "Sistema ACLI"
intendiamo fare riferimento: alle Associazioni
Cristiane dei Lavoratori Italiani, alla
Fondazione ACLI milanesi, alle associazioni con
altra denominazione nate per iniziativa delle
ACLI , alle imprese sociali (cooperative,
consorzi, società di capitali, etc.)
controllate o promosse dal movimento aclista,
nonché alle interazioni che questi soggetti
sviluppano tra loro e verso l'esterno.
Elementi quantitativi
La presenza aclista nella provincia di Milano
può essere inizialmente raccontata da alcune
informazioni significative riferite all'anno
sociale 2001:
· iscritti all'Associazione: oltre 20.000;
· iscritti all'Unione Sportiva: oltre 13.500;
· iscritti alla Lega Consumatori ACLI: oltre
4.000;
· iscritti al Centro Turistico ACLI: circa
2.000;
· iscritti ad altre realtà associative
promosse: oltre 1.000.
Al numero totale di iscritti al sistema (oltre
le 40.000 unità) corrispondono le seguenti
strutture:
· 174 tra Circoli ACLI e Nuclei (compresi i
Nuclei ACLI Colf, soggetto professionale) di cui
oltre 65 con licenza di bar per soci, ed oltre
10 con licenza pubblica sempre per bar;
· 13 Zone più il coordinamento cittadino di
Milano;
· 230 Società Sportive affiliate alla U.S.
ACLI;
· circa 100 Cooperative Edilizie aderenti al
Consorzio ACLI-CISL;
· circa 90 Cooperative Sociali e di produzione
lavoro aderenti al Consorzio ACLI-CISL;
· sono presenti le seguenti aree generazionali
e di genere autorganizzate (soggetti sociali)
all'interno del movimento: Progetto Giovani (che
ha per target la fascia adolescenziale),
Coordinamento Donne, Movimento Anziani e
Pensionati (area generazionale organizzata
presente solo nella nostra Provincia);
· sono presenti le seguenti Associazioni
specifiche: U.S. ACLI, IPSIA di Milano - Onlus,
ACLI - Anni Verdi, E.M.A.S.I. (impegnata sul
tema dell'immigrazione), C.T.A., Lega dei
Consumatori, Centro Ecumenico Europeo per la
Pace (promosso insieme alle ACLI regionali e
nazionali), Spettatori Associati (per la
fruibilità degli eventi culturali), AVAL -
Onlus di Milano (per promuovere e sostenere,
anche dal punto di vista assicurativo, il
volontariato all'interno del sistema), Libera
(promossa insieme a numerose altre
organizzazioni), TransFair (associazione di
secondo livello per la certificazione di
garanzia del commercio equo e solidale),
Associazione per la Famiglia (promossa in
collaborazione con la CISL: mediazione
familiare, banca del tempo, …);
· sono presenti le seguenti imprese sociali di
livello provinciale: Edilturismo (gestione degli
alberghi e delle case di soggiorno, che ha di
recente avviato i lavori di ricostruzione della
Pio XII in Val Formazza), Patronato ACLI (che
sviluppa diverse tipologie di servizi
previdenziali e sociali), ACLI Milano Servizi
Fiscali (assistenza fiscale, ISEE, …), S.A.F.
ACLI (incontro domanda e offerta di lavoro,
successioni, servizi amministrativi contabili e
fiscali per atipici e partite IVA, servizi
economici e fiscali ai Circoli, …), Fondazione
EnAIP Lombardia (presente con 4 sedi centrali e
numerose sedi staccate di Centri Servizi
Formativi, distribuiti sul territorio
provinciale), Costa Levante (società di
gestione di alberghi e case di soggiorno),
Guglie Viaggi (agenzia turistica), C.C.S.L.
(consorzio per la cooperazione sociale e di
produzione lavoro che include anche le
cooperative di gestione dei nostri tredici
impianti sportivi, nonché le numerose
cooperative impegnate nelle tradizionali aree
anziani, handicap e servizi alla persona più in
generale, a cui si aggiungono alcuni 'esperienze
residuali' della cooperazione di consumo ed
alcune cooperative di servizi legate alle aree
dell'immigrazione e del commercio equo e
solidale), C.C.L. (consorzio per la cooperazione
edilizia e per la casa in affitto), Acli Service
Nord Milano (assistenza fiscale, ISEE, …, che
copre i Comuni della maggior parte della zona
aclista Nord Milano più Sesto S.G. e da cui
nascerà presto una nuova ACLI service con
territorio potenziale la zona aclista di Monza);
· è inoltre presente la Fondazione ACLI
Milanesi che provvede alla gestione del
patrimonio immobiliare associativo e a
promuovere attività formative e culturali;
· gli utenti dei servizi promossi
dall'associazione, dalle associazioni specifiche
e dalle imprese sociali sono complessivamente
oltre 500.000 (i più rilevanti in termini
numerici sono quelli - in ordine decrescente -:
degli impianti sportivi, dei servizi fiscali,
del patronato, dei servizi turistici, dei corsi
di formazione professionale). Come si può
notare il numero degli utenti dei nostri servizi
supera di oltre 20 volte il numero degli
iscritti all'associazione. Ciò innanzitutto a
salvaguardia dei processi democratici e in
rispetto al principio secondo cui l'adesione
alle ACLI deve innanzitutto rappresentare una
scelta di partecipazione alla vita del
movimento.
· Il grado di penetrazione dei Circoli ACLI nei
Comuni (comuni con almeno 1 circolo/tot. comuni)
risulta superiore al 50%. Inoltre vi sono
imprese sociali ed associazioni specifiche quali
Patronato, Unione Sportiva e la Cooperazione nel
suo insieme che sono presenti in molti Comuni
dove non è insediato alcun Circolo ACLI. Da
ciò risulta che i Comuni sprovvisti di una
presenza aclista sono solo una trentina su 188
(tra questi solo Magenta supera i 20.000
abitanti con una popolazione residente che, in
tali comuni, non raggiunge le 180.000 persone).
· Tra gli iscritti all'associazione le donne
rappresentano poco meno del 40% degli aderenti.
I ragazzi e le ragazze (tra loro equamente
distribuiti) sotto i 28 anni si attestano al 3%.
Gli ultrasessantacinquenni (con un lieve
predominio degli uomini sulle donne) sono il 47%
del corpo associativo. Confrontandoli con le
pertinenti serie storiche dell'ultimo
quadriennio questi tre dati sono in perfetta
linea di continuità con le cifre del passato
recente. Il 50% degli iscritti ha dunque tra i
25 e i 65 anni: nella fascia tra i 25 e i 45,
che copre meno del 20% del totale, essi sono
equamente distribuiti tra uomini e donne; in
quella tra i 46 e i 65 anni, che copre più del
30% del totale, vi è invece una netta
prevalenza degli uomini sulle donne (circa 2
uomini per ogni donna).
Dati di flusso
Il tesseramento delle ACLI nel biennio 1999-2001
è cresciuto di oltre 1.000 unità, per
quest'anno prevediamo un ulteriore lieve
incremento. Le nostre strutture di base sono
invece rimaste numericamente le stesse con la
nascita di nove nuovi circoli e la chiusura di
altrettanti. Il leggero aumento si è
distribuito abbastanza uniformemente sul
territorio poggiandosi soprattutto su strutture
già ben avviate e consolidate. Poco meno di tre
quarti dei nostri iscritti sono rimasti fedeli
all'associazione durante il corso del biennio
mentre poco più di un quarto (aggregato per
'simpatia' all'associazione ma anche perché
'bisognoso' di servizi) è variato di anno in
anno.
Quasi analogo incremento in termini assoluti,
rispetto all'associazione promotrice, ha avuto
la nostra Unione Sportiva che, anche per
quest'anno, prevede di aumentare la quantità e
la qualità del proprio tesseramento con il
coinvolgimento, nelle proprie attività, di
numerosi Oratori. Notevole è stato anche per
questa realtà l'incremento delle società
affiliate.
Le altre realtà di sistema, chi con andamenti
lineari chi con andamenti ciclici, hanno
sostanzialmente confermato, in questo biennio,
la loro consistenza numerica.
Lo schema organizzativo
Nel corso di questi ultimi due anni gli organi
dell'associazione - oltre ad essersi riuniti con
continuità ed in piena attuazione di quanto
previsto dallo statuto e dei regolamenti - hanno
deciso di lavorare per progetti.
Le linee operative individuate sono state le
seguenti: Lavoro, Sviluppo Sociale, Pace e
Globalizzazione, Iniziativa Democratica.
Questi progetti sono stati supportati - per
quanto possibile - da un lato dalle tradizionali
funzioni (formazione e studi, organizzazione,
comunicazione, risorse) in cui si articola la
dimensione associativa provinciale, dall'altro
dall'azione dei soggetti sociali e
professionali, delle associazioni specifiche e
delle imprese sociali e, ultimo ma non ultimo,
da collaborazioni bidirezionali tra livello
provinciale e livelli territoriali.
Un terreno di innovazione impostato in questi
anni è poi sicuramente quello che riguarda
l'impiego delle nuove tecnologie e il
potenziamento della comunicazione orizzontale
tramite Internet. Il cantiere è aperto, a tutti
noi il compito di riuscire nella sfida di
appropriarci realmente di questi nuovi ed
importanti strumenti. (Per ogni approfondimento
sulla questione rimandiamo al lavoro di gruppo
appositamente predisposto).
Un'altra considerazione di contesto è poi
doverosamente necessaria: il sostanzioso
ricambio avvenuto all'interno del gruppo
dirigente provinciale e il completamento del
processo di riforma delle zone hanno comportato,
fisiologicamente, dei tempi di affiatamento nel
lavoro di squadra e di conoscenza della nostra
vasta realtà che sono andati a detrimento del
volume e, in parte, della qualità delle
attività svolte.
I tre grandi filoni di attività che
l'associazione, così strutturata, ha tentato di
sviluppare - in collaborazione con tutti gli
altri soggetti del sistema - sono quelli che
furono scelti alcuni decenni fa: la formazione,
l'azione sociale, l'organizzazione di servizi.
I Servizi
Per quanto riguarda l'insieme di servizi
'vecchi' e nuovi sviluppati in questi anni, le
ACLI sono state generalmente percepite come un
un'organizzazione molto consistente, capace di
rispondere a una vasta gamma di bisogni sociali
complessivamente in modo competente e attento
all'accessibilità per tutti delle attività
promosse.
In questo biennio si sono sviluppati nuovi
servizi (alcuni sono attualmente in fase di
start up come la filiale leggera di Obiettivo
Lavoro), potenziati molti di quelli già in
essere (in particolare i servizi fiscali) e si
sono promossi alcuni riassetti organizzativi di
cui ci sarà modo di discutere nell'apposita
commissione di lavoro. Sempre nel gruppo 4 ci
sarà l'occasione di esaminare alcune
innovazioni che pensiamo di introdurre per
migliorare l'integrazione e il governo del
sistema. In questa sede ci preme tuttavia
sottolineare una preoccupazione e una attenzione
per il futuro: le nuove formule organizzative
che proponiamo dovranno innanzitutto riuscire in
due obiettivi. Il primo è l'effettivo
coinvolgimento di tutto il sistema nella
costruzione e nella realizzazione del programma
dell'associazione promotrice. Il secondo
riguarda la realizzazione di azioni che ci
aiutino, per quanto possibile, a trasmettere la
conoscenza (in vista di forme di coinvolgimento
attivo) dell'attività associativa e delle altre
proposte di sistema, all'enorme numero di
persone giovani e meno giovani che entrano in
contatto con noi attraverso i servizi.
Va infine segnalato che, in questo biennio, vi
è stata una maggiore e più proficua
collaborazione tra alcune delle nostre imprese
sociali ed i circoli per qualificare
l'organizzazione della vita associativa di
questi ultimi, fornendo indicazioni puntuali ed
assicurando forme di accompagnamento per il
rispetto delle mutevoli e sempre più
impegnative disposizioni legislative ed
amministrative.
La Formazione
Riguardo alla realizzazione di attività di
studio e di formazione per la 'costruzione' di
cittadini attivi, attenti e incidenti nella
realtà della società civile e del mondo del
lavoro e con una visione globale e locale dei
problemi, le ACLI milanesi hanno in questi due
anni tentato di resistere con fatica al
progressivo inaridimento della partecipazione
politica cui stiamo assistendo.
Dopo qualche fase di assestamento - in cui
comunque si è riusciti a realizzare, in
collaborazione con i territori o su loro
richiesta, diversi moduli formativi di
educazione e 'aggiornamento' per una
cittadinanza attiva - siamo riusciti a mettere a
regime un nuovo staff formativo che curerà, per
quanto di sua competenza, la realizzazione di
molti degli impegni programmatici che andremo ad
assumere in questi mesi che precedono l'estate.
Un'altra buona notizia è la ripresa di un
rapporto più fluido con la Fondazione Enaip
Lombardia, in particolare su due progetti
riguardanti la formazione e/o la qualificazione
dei lavoratori del sistema e la realizzazione di
azioni sinergiche all'interno del programma
europeo equal (che si svilupperà nei prossimi
mesi). Anche il rapporto con il Centro Servizi
Volontariato ha visto crescere, sul piano delle
iniziative formative, il nostro impegno. (Per
ulteriori approfondimenti su questo tema vi
rimando al gruppo di lavoro sul welfare).
Una delle sfide cruciali che il nostro movimento
ha davanti è quella della nuova aggregazione.
Per nuova aggregazione intendiamo il
coinvolgimento delle giovani generazioni ma
anche - e direi soprattutto, perché più alla
portata degli attuali gruppi dirigenti - dei
lavoratori attivi o dei 'giovani pensionati'.
Per raggiungere questo obiettivo il ruolo della
formazione è davvero fondamentale. La
formazione però da sola non basta, come
ricordato nella relazione del presidente, essa
deve essere accompagnata da un'azione sociale
forte. I percorsi di Obiettivo giovani (che
intendiamo riproporre dopo la sperimentazione
dello scorso anno), de Il tempo del lavoro (che
trovate nella scheda 1), di alcune azioni che
vorremmo proporre in collaborazione con alcune
strutture diocesane, il rilancio delle attività
residenziali e le numerose altre iniziative
provinciali e territoriali sono strumenti che
dobbiamo prenderci tutti a cuore ed avere il
coraggio di proporre a tutti, anche agli
'utenti' dei nostri servizi e ai nuovi o maturi
dirigenti del movimento e del sistema. Questa
coscienza diffusa di rinnovare la nostra
proposta formativa, e di impegnarci a portarla
avanti sistematicamente, sarebbe già un primo
passo nella costruzione del programma condiviso
che prima si richiamava.
L'azione sociale
In questi due anni, con una forte accelerazione
negli ultimi mesi, abbiamo ripreso con forza ad
occuparci delle questioni più calde in materia
di lavoro e stato sociale, abbiamo studiato i
problemi, abbiamo avanzato le nostre proposte,
abbiamo chiamato alla mobilitazione. Questo
cammino lo continueremo con determinazione e
darà i suoi frutti, accompagnadosi con la
formazione, anche in termini di nuova
aggregazione: la chiarezza e la serietà delle
nostre posizioni aiuterà molte persone a
scegliere di impegnarsi nel nostro movimento.
Il nostro impegno articolato sui temi
internazionali, fatto già in questi anni di
formazione, azione sociale, e offerta di
proposte concrete di volontariato (si pensi ai
campi estivi nei balcani, o alle botteghe dellla
solidarietà), sta già offrendo nuovi spazi di
protagonismo, in forme nuove e adeguate a chi
viene coinvolto, per molti giovani - che
iniziano così ad avere perlomeno un'immagine
positiva e attraente del nostro movimento.
Questo nuovo impegno sui temi internazionali sta
però anche assolvendo ad un altro compito:
quello di abituarci a pensare anche globalmente
e a porre il tema della pace nella giustizia
come l'orizzonte da costruire quotidianamente
nel nuovo scenario mondiale. Sul piano delle
politiche istituzionali va, infine, ricordato
che, nel quadro di una analisi chiara della
situazione italiana e di ciò che comporta la
presenza - sempre più consolidata - di un
sistema bipolare, le Acli milanesi hanno profuso
in questi anni - e così continueranno a fare -
tutti gli sforzi necessari per orientare i
propri associati a scegliere politicamente, a
partire dal merito dei problemi e con il senso
critico che ci è proprio. Di più, organizzando
dei momenti formativi ad hoc, abbiamo cercato di
dare anche il nostro contributo per la crescita
di nuovi amministratori locali che 'governino',
con competenza, le proprie comunità e nella
ricerca del bene comune.
Paolo Petracca
Vice
Presidente Acli Milanesi
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